Bimbola 的个人资料。☜♥☞。 ℓ'Aηgoℓo ∂єℓℓє ¢oc...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


2008/11/5

Dialogo da "JUNO"

La cosa migliore che puoi fare è trovare una persona che ti ami esattamente per quello che sei: buon umore, cattivo umore, brutta, bella, affascinante e così via... La persona giusta crede che tu caghi rose dal sedere... Quella è la persona giusta con cui vale la pena stare!

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2008/9/25

Kung Fu Panda

  Ieri sera sono stata al cinema a vedere Kung Fu Panda.
Che dire?! La storia è più o meno sempre quella, ma le risate ci scappano sempre!

  

2008/8/28

Lost in Translation: bisbiglio svelato!

"I have to be leaving but, I won't let that come between us"

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2008/8/19

Un americano a Roma

Macaroni! ...uhm... macaroni!
Questa è robba da carettieri. Io nu' mangio macaroni, io so' americano!

Maccaroni!!! Ma 'che???
Gli ammericani magnano i maccaroni e bevono er vino?!?!?!
Gli ammericani magnano il toast, la mostarda, lo yogurt…
Ammazza che zozzeria…...!
Maccarone, mi guardi??? Con quella faccia intrepida…
Maccarone, m'hai provocato e io te distruggo, macaroni!
Io me te magno!
!!!!!!!
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2008/6/28

Persepolis

“Non voglio farti la predica, ma ti do un consiglio che ti servirà per sempre.
Nella vita conoscerai molti stronzi.
Se ti feriscono, pensa che è la stupidità che li spinge a farti del male: ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta.
Perchè non c’è niente di peggio al mondo del
rancore e della vendetta.
Resta sempre integra e coerente con te stessa
”.

2008/3/11

Un po' di dolcezza, via!

"Adoro il fatto che tu abbia freddo
quando fuori ci sono 25 gradi.
Adoro il fatto che ci metti
un'ora e mezzo per ordinare un panino.
Adoro la piccola ruga che ti si forma
sul naso quando mi guardi
come se fossi matto.
Adoro il fatto che dopo aver passato
una giornata con te,
possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti.
E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona
con la quale voglio parlare
prima di addormentarmi la notte.
Non è che mi senta solo,
e non c'entra il fatto che sia Capodanno.
Sono venuto qui stasera perché quando ti
 
rendi conto che vuoi passare il resto
della tua vita con una persona,
vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile"...

da "Harry ti presento Sally"

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2008/3/5

Persino un carciofo ha un cuore!

"Eh oui, les temps sont durs pour les rêveurs"... Photobucket
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"Vous au moins vous ne risquez pas d'être un légume
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puisque même un artichaud a du coeur"...

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2007/12/23

Gioventù Bruciata.

Questo video l'ho fatto tempo fa, dopo aver visto per la prima volta "Gioventù Bruciata" (alias "Rebel without a cause", con James Dean.
Mi rendo conto che non è un gran video, ma mi andava di farlo ...
Per tutti quelli che non hanno mai visto questo fantastico film, lo consiglio assolutamente: non pensavo, ma l'ho trovato veramente un film profondo. Infatti, non solo tratta temi ancora attuali, come il bisogno da parte di giovani di mettere in atto comportamenti rischiosi, ma verte su temi importanti come il rapporto tra genitori e figli... E poi l'ho trovato molto delicato.
La musica che ho scelto è "Non è per sempre" degli Afterhours.
Mi rendo conto che il video non sia il massimo, ma volevo farlo lo stesso, e così è.
Lo trovate anche qui: http://www.youtube.com/watch?v=TmtxopHZHKU
Spero vi piaccia comunque.
 
2007/12/7

Una Tomba per le Lucciole


Visto che l'ho citato, tanto vale parlarne meglio e spiegare di cosa si tratta.


Una tomba per le lucciole (1988) presenta una visione straziante, struggente, cruda ed intensamente neorealista delle vicende personali di un ragazzo e una bambina, fratello e sorella, indifesi nei confronti dell'orrore della guerra, che cercano di sopravvivere dopo la morte della madre a seguito di un bombardamento, senza mai cadere nei cliché tipici dei film bellici, privo di qualunque falsa morale perbenista. Non c'è un buono o un cattivo. Ci sono solo i bambini e la guerra.

E' un film d’animazione giapponese sceneggiato e diretto da Isao Takahata, il co-fondatore di Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, tratto dall'omonimo romanzo semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, raffinato scrittore che aveva trasmesso nella sua opera il dolore per la guerra e per una sua personale tragedia: durante la guerra era poco più di un bambino e per sfamarsi si è trovato a privare la sorella più piccola, condannandola a morte per inedia... un uomo cresciuto con sensi di colpa tali da spingerlo a cercare di esorcizzarli in un libro in cui fa morire anche se stesso, nella figura di Seita.

Dunque, un film d’animazione molto duro, dove i momenti di speranza sono solo quelli in cui i bambini possono sognare e gioire guardando la bellezza delle lucciole.

"Le lucciole muoiono troppo presto, non è giusto!".

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Un mix dei lavori di Miyazaki

Tanto per restare in tema... Ecco un video bellissimo trovato sul web (creato da Daniel Chang) sui lavori di Miyazaki e Studio Ghibli:
Totoro, Porco Rosso, La città incantata, Una tomba per le lucciole, Lauputa, Kiki, Princess Mononoke, Whisper of the heart, On your mark e Nausicaa.
Lo trovate anche qua: http://www.youtube.com/watch?v=ZpXwPdJIOJY



 
2007/12/6

Da Shakespeare a Miyazaki


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"…Cos’è un nome? Non è una mano, non un piede, non un braccio, né un volto, non è un uomo…
…ciò che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se la chiamassimo con un altro nome, conserverebbe intatte le sue qualità…"

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Che cos’è un nome? Una parola che noi associamo ad una persona, ma che non fa di questa un uomo.
È un suono individuato da lettere che aiuta la nostra coscienza a identificare qualcuno o qualcosa.
Che cosa accadrebbe se non avessimo più un nome?
Essere vista come qualcun altro non priva Chihiro (la protagonista di "La Città Incantata") delle proprie qualità: al contrario, esse sono finalmente libere dai canoni comportamentali e quindi pronte a formare una vera persona.
Certo il fatto di trovarsi in un nuovo ambiente la fa lentamente svanire, ma questa è la fase che precede la maturità, una sorta di breve periodo adolescenziale che nel nostro tempo sembra essere proteso all’infinito.

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Un vero io, che nasce dalla nostra volontà e non dalla volontà altrui, un io conquistato rimane radicato nella coscienza.


Play by FoxSaver

2007/9/25

Brian di Nazareth


"Centuvione, tvovi fovse visibile se nomino il mio amico Mavco... Pisellonio????"



"Pevquotilooooo, pevquotilo vudemente...!!!
Sbattilo pevtevvaaaaaa!!!"
2007/7/16

Kamikaze Girls

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Svampito ma non sterile, questo titolo nipponico è impossibile, come da copione, da inquadrare in un genere preciso. Il filone a cui può essere assimilato è quello della sterminata cultura dei manga.
Mimiko è una stralunata ragazza che vive secondo gli ideali del rococò, ha un innato talento per il ricamo e spende tutti i soldi scuciti al padre, commerciante di marche tarocche, in costosissimi vestiti di pizzo ricamati. Conclusasi l’attività del padre, deciderà di vendere di nascosto su internet tutti i fondi di magazzino per poter svaligiare la propria boutique di abiti vittoriani di fiducia. Conoscerà così una biker mascolina di nome Ichigo, interessata all’acquisto di indumenti di "Versach": le due diventeranno protagoniste di un’involontaria e tormentata amicizia.
Caricatura dai colori accesi di una nazione, l’opera propone una comicità di straordinaria follia ed appare a tutti gli effetti come il più classico dei manga in versione “vivente”, grazie anche a vere e proprie trovate cartoonistiche. Immerso in una fotografia shocking, accesa e plastificata, il titolo orienta interamente all’intrattenimento un ritratto iperbolico di manie e follie di massa, rendendo l’aspetto satirico assolutamente funzionale alla condotta fresca e schizzata. In una corsa sfrenata su binari inventati al momento, si va a braccio tra assurdità e paradosso: divertimento assicurato.
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2007/6/16

Sin City

La settimana scorsa mi sono riguardata "Sin City" (la città del peccato!) in lingua originale... ahh, bellissimo, rende ancora di più!
Qualche immagine dal film.


 
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2006/9/8

Da Amelie


Anche per voi le ciliege diventavano fantastici orecchini?
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2006/8/10

Barry Lyndon

Good or bad,
rich or poor,
beautiful or ugly
THEY ARE ALL EQUAL NOW.
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"Barry Lindon" è un film bellissimo; nel senso che "parla del bello": musica, pittura, abbigliamento, architettura...; in un' unica parola: arte .
In questo contesto si inserisce la figura di Redmond "Barry Lindon", narrata in terza persona  tramite un classico espediente kubrickiano che in questo modo si lava le mani dalle azioni che convolgono il giovane protagonista del film. Attenzione però: questo non esprime superficialità da parte del regista, anzi! Kubrick vuole sottolineare da un lato la presa di distanze col romanzo di Thackeray (narrato in prima persona) e desidera evidenziare cinicamente dall'altro l'aspetto penoso delle disavventure di Barry Lindon.
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Nel film l'arte è equilibrio; è questo forse, stilisticamente parlando, il film più classico della produzione di Stanley Kubrick. Mai come in questa pellicola infatti il regista era stato così attento alle simmetrie  (precise al millimetro), allo schermo (potente ed enorme), ai gesti, agli sguardi e alle sequenze (chiuse geometricamente). Ed i personaggi assumono il ruolo di autentici manichini , aiutati dal comportamento e dalle maniere dell'epoca: si mostrano, si guardano, si mettono in posa in tutto: dalla semplice partita a carte  fino al duello. Solo in determinati frangenti essi escono dal loro guscio per rivelare la loro vera ed inquieta autenticità: si pensi alla disordinata rissa tra Lord Bullingdon e Barry Lindon, si pensi alla scena del tentato suicidio di Lady Lindon nella cui scena ci viene mostrato non solo il suo reale aspetto interiore, ma anche quello esteriore (i suoi veri capelli sconvolti e la sua faccia struccata ne sono l'emblema). Per essi Kubrick ha voluto restituire l' "io" perduto durante tutto il film, ha voluto restituire loro la dignità smarrita e mai ritrovata, spezzando così quella narrazione di terza persona e dunque la loro apparente e penosa remissività. Nonostante ciò il suddetto senso di vuoto interiore mascherato dalla potenza dell' estetica  pervade tutto e tutti: ed è lo stesso vuoto che si legge come "morte" nello sguardo di Lady Lindon nel momento del loro primo incontro: la morte che avrà il suo culmine nel bacio tra i due, bacio che proietterà la figura di Barry Lindon nello spazio sospeso tra la sua ascesa e la sua decadenza: sospensione dalla quale egli non riuscirà a riprendersi. A conferma di ciò, sono numerose le scene riprese magistralmente a lume di candela, nella tenue illuminazione che solo una fiamma può dare, il cui tremolio  rappresenta la precarietà di Barry che è anche la precarietà dell'uomo.
2005/9/13

Il Castello Errante di Howl

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      Per fortuna che c’è Miyazaki, il regista che non delude mai, che è ormai incapace di fare un film che non sia almeno meraviglioso. Il CASTELLO ERRANTE DI HOWL, uscito nelle sale venerdì 9 settembre, prosegue fedelmente il percorso tracciato dal maestro, familiare eppure sempre sorprendente.
La storia è quella di Sophie, ragazzina che lavora per un modesto negozio di cappelli. In seguito al suo incontro con l’ambiguo stregone Howl (di rara bellezza e grande fascino ma anche un po' smidollato) Sophie cade vittima di una maledizione della gelosa Strega delle Lande, che, fraintendendo il rapporto tra Howl e la ragazza, la trasforma in una fragile (ma non troppo!) vecchietta. Allontanatasi dalla sua città natale, Sophie diverrà la delicata ma risoluta donna delle pulizie del castello che cammina di Howl, al quale si sente stranamente legata.
Qui l’inarrestabile donna troverà nuovi amici, lo spaventapasseri Rapa, Markl e Calcifer, e soprattutto ritroverà l’amato Howl, venendo definitivamente coinvolta nel suo mondo, mentre intorno a loro una feroce guerra è alle porte. La fanciulla, oltre che con i prevedibili reumatismi dell’età, se la dovrà vedere con Suliman, la maga addetta alla Casa Reale, e con stregonerie e incantesimi vari, ma la sua inossidabile forza non cederà tanto facilmente….
Da un racconto di Diana Wynne Jones,(poi la storia già nel ‘92 venne adattato in serie televisiva dalla BBC), Miyazaki tira fuori una parabola sull’insensatezza dell’odio e delle guerre, a cui oppone l’amore genuino e infantile dei due protagonisti. Il film è l’ennesimo campo da gioco per la fantasia del regista, che parte da una piccola storia in un piccolo mondo per poi allargare l’orizzonte ad un universo di personaggi incantevoli, surreali e irresistibili. E dimostra (se ancora ce ne fosse bisogno) che cosa si può fare con l’animazione tradizionale, riempiendo ogni millimetro di pellicola con paesaggi e colori che lasciano a bocca aperta.
Gli ingredienti sono sempre i soliti (le macchine volanti, la natura, la pace e sentimenti come il perdono, la tolleranza, la solidarietà, la purezza dell’animo, e insieme la necessità della forza, della tenacia per combattere le ingiustizie... ed ovviamente, l'Ammore), ma la ricetta continua a convincere, rinnovandosi. E ancora una volta Miyazaki emoziona, commuove, ti scuote dentro e ti lascia qualcosa addosso.
 
Vi lascio qualche link:
[Hayao Miyazaki: vita e pensieri di un Maestro del cinema; di Clizia Ronco]
 
[Recensione su: Il castello errante di Howl]
 
[Recensione su: Il castello errante di Howl]
 
[Recensione su: Il castello errante di Howl]
 
[Recensione su: Il castello errante di Howl]
2005/6/15

Kiki's Delivery Service

Kiki è una giovane streghetta che all'età di 13 anni, in una notte di luna piena, decide d'abbandonare la casa dove vive con i genitori, con la sola compagnia del gattino nero Jiji, per andare ad abitare in una città lontana e svolgere il suo noviziato di strega.
Kiki, attratta dal mare, si ferma in una città costiera che ricorda un po' Genova ed un po' Napoli e qui, dopo le prime difficoltà e grazie all'aiuto della signora Osono, proprietaria di una panetteria, riesce ad avviare un'attività di consegne a domicilio volanti.
jiji.jpg (5391 bytes)Nel corso dei 100 minuti del cartoon, Kiki conosce un sacco di persone e stringe molte amicizie, crescendo ed imparando il vero senso della vita. La storia della piccola strega Kiki rappresenta con estrema sensibilità la metafora dell'adolescenza di ogni ragazza con le insicurezze e le problematiche che la caratterizzano. In un periodo in cui ogni piccolo problema sembra insormontabile Kiki impara a superare a poco a poco gli ostacoli che incontra verso il suo cammino di futura giovane donna e scopre che ad ogni problema c'è una soluzione anche se a volte lascia qualche piccola cicatrice nel cuore.
kiki4.jpg 

Kiki's Delivery Service, è una delle opere più amate del maestro Miyazaki, ambientata in un periodo che può essere il nostro secondo dopoguerra e raccontata con la delicatezza che contraddistingue tutte le opere targate dallo Studio Ghibli.

http://www.wingsee.com/ghibli/kiki/music/kiki18.mid

tenchi3.gif (18080 bytes)

2005/6/8

TONARI NO TOTORO

"Totoro Totoro,
 Totoro Totoro,
se mai avessi la fortuna di incontrarlo,
una gioia immensa arriverà da te" 
 
Lot TotoroCosì, più o meno, le parole della sigla di questo delizioso capolavoro d'animazione giapponese!

Riporta a galla il bambino sopito in ognuno di noi regalandoci attimi di pura fantasia, gioia e un senso di nostalgica felicità. Il piacere di guardare questa pellicola sta anche nello sbirciare i piccoli gesti quotidiani, il colore dei campi coltivati, le urla dei bambini che giocano, il tempo che scorre lento, in armonia con le stagioni. 

La piccola Mei, la sorella maggiore Satsuki e loro padre, professore di antropologia all'università di Tokyo, si sono appena trasferiti in campagna, dove hanno acquistato una vecchia casa tradizionale; qui sperano che la madre, una volta dimessa dall'ospedale in cui si sta riprendendo da una lunga malattia, possa riposare e ritrovare le forze.
Abituate al fragore e alla ressa delle grandi città, le due bambine scopriranno un mondo nuovo, fatto di silenzio, polvere, erba, corse, pioggia - fino ai piccoli e grandi segreti nascosti negli intersizi in legno della casa o nel folto del fogliame. Sarà infatti Mei, avventuratasi nel groviglio di tronchi dell'albero di canfora che domina sulla casa, la prima a scoprire l'esistenza di Totoro; spirito della foresta assonnato, buffo e imperscrutabile, diventerà un amico sognante ed etereo, tanto incomprensibile quanto indispensabile.
 Senza mezzi termini e senza mezze misure, Tonari no Totoro è semplicemente un capolavoro; non tanto o non solo nel mondo dell'animazione (con un tratto dolce e realistico, ma pur sempre aperto a ogni forma di magia), quanto nel cinema tout court - confermando, mai ce ne fosse stato bisogno, l'inutilità di qualsiasi ghettizzazione preconcetta. Quarto lungometraggio di Miyazaki (il terzo dell'era Ghibli), è sintesi perfetta della sua insostituibile ricerca su uno sviluppo possibile e armonioso che comprenda il mondo dell'uomo e quello della natura - tema fondante di tutta la sua poetica. MY NEIGHBOUR TOTORODi primo acchito è facile pensare al film come a un tipico prodotto generalista per famiglie, con ampie dosi di buoni sentimenti e l'assenza di violenza esplicita: fosse solo questo, si tratterebbe di un ben misero traguardo.  Neanche il più scettico degli spettatori può però rimanere indifferente e nascondersi alle malie e incantamenti con cui è intessuta la narrazione; Tonari no Totoro è un intarsio poetico e avvolgente di candido stupore e inebriante gioia di esistere. MY NEIGHBOUR TOTOROOgni inquadratura racconta con limpidezza cristallina della fragilità e grandezza racchiusa in ogni più insignificante gesto, dall'aprire le imposte di una stanza rimasta a lungo chiusa (l'incontro con i ma-kuro kurosuke, le palle di nera polvere che assomigliano a spiriti) al raccogliere una ghianda da terra (Mei che insegue Chibi e Chu Totoro fin nel folto del bosco). I sensi e le sensazioni vengono riplasmate, e ogni distinzione tra età adulta e il mondo dei bambini perde di significato. MY NEIGHBOUR TOTOROCosì ci si ritrova a sorridere senza pudore, pervasi da brividi, inebetiti e privi di parole; perché come dimostra una delle scene più intense - in cui Satsuki e Mei aspettano l'arrivo dell'autobus sotto la pioggia e prestano al sopraggiunto Totoro uno dei loro ombrelli - la comunicazione al livello più intimo è un qualcosa che travalica qualsiasi linguaggio preconfezionato.