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日志


2008/7/1

AIDS: le donne rischiano di più!

LE DONNE RISCHIANO DI PIU'!!!!

Per motivi di ordine biologico:
# la conformazione della vagina determina un contatto più prolungato con lo sperma;
# lo sperma contiene una concentrazione maggiore di virus rispetto alle secrezioni vaginali;
# nella mucosa vaginale e nell'ano spesso sono presenti microlesioni che possono facilitare l'ingresso del virus.

Per motivi di ordine culturale e sociale:
#  spesso i partner ritengono il rapporto non protetto una forma di fedeltà e di fiducia;
# le differenze tra grandi metropoli e piccoli centri, le diverse tradizioni culturali, pesano molto sui comportamenti femminili;
# come donne non è sempre facile chiedere nei rapporti sessuali l'uso del profilattico;
# può essere difficile anche acquistarli o tenerli con sé, perché ci crea imbarazzo.

È sempre più evidente che le donne, in considerazione proprio delle caratteristiche tipiche del loro sesso, siano più esposte e rischino di più rispetto agli uomini di essere contagiate dal virus dell'HIV.
I dati epidemiologici dimostrano che in Italia, negli ultimi quindici anni, la proporzione di donne malate di AIDS è andata progressivamente aumentando; si è passati, nel 1985 dal 16% di donne colpite nel totale dei pazienti con AIDS, al 25% nel 1999.

Inoltre la trasmissione sessuale dell'infezione sta aumentando più rapidamente tra le donne rispetto agli uomini. Recentemente, uno studio comportamentale (Behepi-ICONA) realizzato in Italia su un campione di 2500 persone sieropositive e coordinato dall'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Spallanzani di Roma ha fornito alcune importanti caratteristiche delle donne sieropositive italiane: circa il 60% delle donne di questo campione ha acquisito l'infezione tramite rapporti sessuali non protetti con uomini sieropositivi e più del 70% di loro ha avuto nella vita meno di 5 partner sessuali. Di queste l'80% ha dichiarato di aver acquisito l'infezione da HIV dal partner stabile (solo il 30% era a conoscenza della sieropositività del partner al momento del contagio).

Questi dati fanno riflettere sulla pianificazione di futuri interventi di prevenzione rivolti a questo gruppo bersaglio di cui non è più possibile ignorare la particolare vulnerabilità rispetto a questa infezione.

Fonte: Ministero della Salute 

2008/2/20

10 ragioni per non drogarsi (al primo appuntamento)

Ecco 10 buoni motivo per cui è meglio non far uso di sostanze ...
... soprattutto al primo appuntamento!!!!!
A bocca aperta
  
2008/2/17

Quando tristezza e ansia ti colgono senza preavviso!

La sindrome disforica premestruale

“Sindrome premestruale” è il termine generico con cui vengono raggruppati una serie di sintomi fisici, psichici e comportamentali che possono manifestarsi, insieme o separatamente, nei giorni che precedono la comparsa del flusso mestruale, in alcune donne anche una settimana prima. 


* Tra i sintomi fisici più frequenti vi sono tensione o dolore al seno, ritenzione di liquidi, gonfiore (in particolare a gambe, addome, volto e dita) e pesantezza addominali, spesso accompagnati da cefalea, nausea e bruciore di stomaco; ma non solo: aumento di peso, crampi e dolori addominali, mal di schiena

* Tra i sintomi a carattere psichico abbiamo: nervosismo, irritabilità, aggressività, perdita dell’autocontrollo, stanchezza generale, disturbi del sonno (ipersonnia o insonnia), difficoltà a concentrarsi, sbalzi di umore, alterazioni della libido, sensazione di fame insaziabile, malinconia, e in alcune donne, perfino lievi stati depressivi con sentimenti di disperazione, bassa autostima, evidente stato ansioso, tensioni e sensazione di nodo alla gola e marcata vulnerabilità emotiva (come quella irrefrenabile voglia di piangere, un’ipersensibilità al rifiuto, la sensazione di essere sopraffatta o di perdere il controllo).

Le cause di questi disturbi, che di solito scompaiono dopo l’inizio del flusso mestruale, non sono ancora chiare, anche se la maggior parte degli studiosi ritiene che essi siano riconducibili a un'alterazione dell’equilibrio ormonale che si crea in determinati giorni, prima della comparsa del flusso mestruale. Alcune donne sembrano essere più sensibili rispetto ad altre alle variazioni ormonali che si verificano durante il proprio ciclo mestruale.

 

Quindi, se siete tra le fortunate a soffrire di questo simpatico e allegro disturbo: che fare???

I CONSIGLI PRATICI da seguire sono:

* Movimento fisico: è efficace, soprattutto se è svolto in maniera regolare: aumenta non solo le endorfine, sostanze del benessere, ma scarica anche le tensioni negative, ottimizzando gli effetti positivi periferici e centrali. L’esercizio fisico riduce l’umore depresso e la ritenzione di liquidi, così come la limitazione di apporto salino.

* Sul piano alimentare: frutta e verdura fresche, pesce almeno due-tre volte la settimana, due cucchiaini di olio di oliva al giorno, una o due porzioni di legumi al dì, una porzione di carboidrati, meglio se integrali, aiutano enormemente gli equilibri del corpo. Bisogna invece evitare il più possibile i cibi conservati, perché sono ricchi di sostanze che attivano i neurotrasmettitori eccitatori, aumentando irritabilità, aggressività, iperattività e difficoltà di concentrazione, come è stato dimostrato in numerosi studi scientifici, condotti su bambini, adolescenti e adulti che eccedono in cibi conservati (merendine, patatine, cibi in scatola etc).

Sono inoltre disponibili diversi integratori, come magnesio, ferro e vitamina B.

Da evitare invece consumi di droghe, alcol e sostanze stimolanti come la caffeina.


Consiglio personalefatevi coccolare e viziare, coccolatevi e viziatevi voi stesse e rilassatevi! Sono dei rimedi fantastici! Photobucket

2007/11/28

Vip e star senza make up

Dunque, il motivo per cui ho creato questo video
è mostrare che le bellissime star del cinema e della moda
non godono di filtri, trucchi, luci e programmi di fotoritocco
anche nella vita di tutti i giorni, nella quale invece diventano ... ragazze.

Non super ragazze. Non ragazze bellissime. Non ragazze perfette.
Semplicemente ragazze.
Con pregi e difetti come la maggior parte delle ragazze del mondo.
Spero vi piaccia.
Lo trovate anche a questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=lM_6ARkzeDw


 
  



2007/11/23

Infezione a congiuntiva e cornea


Ebbene sì, come si evince dal titolo, mi sono beccata questa brutta infezione. Triste
Non si sa l'origine: potrebbe essere virale o batterica. Per tagliare la testa al toro, è stato deciso che sarò imbottita di antibiotici e quant'altro. Pensieroso

Almeno ne approfitto per fare una piacevole (Sarcastico) lezioncina..... (sarò breve, concisa e sintetica).

La Cornea.
La cornea è il tessuto trasparente che costituisce la parte anteriore dell'occhio. La sua funzione è quella di lasciar passare la luce e di mettere a fuoco le immagini, che vanno ad imprimersi sulla retina. Quando la cornea è danneggiata a causa di incidenti o malattie, perde la sua trasparenza, le immagini non sono chiare e la vista ne risulta compromessa. La cornea fa parte del bulbo oculare, che è l'organo della vista.

La Congiuntiva.
La congiuntiva è una membrana mucosa che ricopre il bulbo oculare e la parte posteriore delle palpebre. La sua funzione è quella di protezione del bulbo stesso nonché di facilitazione del suo scorrimento e di quello delle palpebre nelle fasi di ammiccamento.



2007/4/27

Disturbi Alimentari

     Non molto tempo fa, ho pubblicato un post sui siti web 20t5uo1.gifpro-Ana20t5uo1.gif e 1zg5n9z.gifpro-Mia1zg5n9z.gif, rispettivamente 20t5uo1.gifpro-Anoressia20t5uo1.gif e 1zg5n9z.gifpro-Bulimia1zg5n9z.gif.
Visto che alcuni conoscenti mi hanno riferito di aver apprezzato quell'intervento, ho pensato di inserirne un secondo, un po' più specifico, dove unisco un po' di materiale universitario e un po' di materiale reperito in alcuni siti che ho trovato piutt
osto approfonditi e curati.

    Secondo le più attuali osservazioni epidemiologiche, nel mondo occidentale i blinkiefood33.gifdisordini del comportamento alimentareblinkiefood33.gif sarebbero in considerevole e costante aumento.
    In generale si parla di blinkiefood33.gifdisturbo del comportamento alimentareblinkiefood33.gif quando siano presenti comportamenti scorretti verso il cibo, le cause sono multiple e in genere non vi è eziologia organica tranne in rari casi di alterato metabolismo. I fattori in gioco, come già detto nello scorso post, sono di tipo familiare (abitudini di vita, aspetti relazionali ecc.), individuale (carattere, maturità, autostima ecc.) e socioculturale. Nonostante si continui a parlare di 20t5uo1.gifanoressia20t5uo1.gif e 1zg5n9z.gifbulimia1zg5n9z.gif in termini di due distinte patologie del comportamento alimentare, e questo soprattutto per esigenze di tipo classificatorio, oggi sempre più autori concordano nel considerare più attuale l'ipotesi del 20t5uo1.gifcontinuum1zg5n9z.gif: risulta infatti come molte pazienti presentino una commistione delle due forme, all'origine delle quali si rileva la stesso identico terrore di ingrassare.
    T
ra le differenze, laddove i due disturbi non coesistano, è importante invece rilevare che, se da un lato il 20t5uo1.gifdisturbo anoressico20t5uo1.gif si presenta in genere come egosintonico, accettato dunque e anche esibito, dall'altro il 1zg5n9z.gifdisturbo bulimico1zg5n9z.gif è vissuto più frequentemente come un impulso rifiutato ed irrefrenabile che comporta spesso un forte sentimento di vergogna.
    Non inserisco qui i criteri diagnostici ... Mi sembrano piuttosto inutili, soprattutto in questa sede! Ma vorrei soffermarmi invece su quelle che possono essere i flor.giffattori psicodinamiciflor.gif:
1.gif Il comportamento 20t5uo1.gifanoressico-bulimico1zg5n9z.gif è un sintomo ambivalente e multideterminato, interpretabile come:
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket un tentativo disperato di ottenere STYLEGIRL_miniu_156.gifammirazioneSTYLEGIRL_miniu_156.gif e conferma, di STYLEGIRL_miniu_156.gifsentirsi unici e specialiSTYLEGIRL_miniu_156.gif, non importa se poi finisce per essere un modo per ricevere danno o punizione (ipotesi che pone un forte accento sulle caratteristiche culturali alienanti e massificanti della nostra società occidentale);

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket un tentativo di attacco alle STYLEGIRL_miniu_156.gifeccessive aspettative genitorialiSTYLEGIRL_miniu_156.gif: se i genitori tendono a prendersi cura del bambino in funzione dei propri bisogni, piuttosto che di quelli del figlio, il bambino sviluppa allora nella prima infanzia un falso Sè (se difensivo di Masterson), per compiacenza verso genitori, covando tuttavia le matrici di futuri comportamenti testardi e negativisti, che userà in adolescenza per aggredirli;
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un tentativo narcisistico-onnipotente di sviluppare, attraverso la disciplina del corpo e il controllo del blinkiefood33.gifciboblinkiefood33.gif, un senso di autonomia e di individualità (un "falso movimento" messo in atto per tentare di uscire da una dimensione psicologica ed esistenziale di dipendenza ed impotenza);
2.gif La preoccupazione riguardo al cibo e al peso è una manifestazione relativamente tarda, emblematica di un disturbo più fondamentale del concetto di Sè. La maggior parte dei pazienti con 20t5uo1.gifanoressia20t5uo1.gif e/o 1zg5n9z.gifbulimia1zg5n9z.gif nervosa riferiscono di aver percepito "da sempre" dentro di se la convinzione di essere completamente inadeguati, impotenti, e incapaci di sostenere il giudizio degli altri.
3.gif Tali fattori sono inoltre accompagnati da tratti cognitivi caratteristici, comprendenti:
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un'errata percezione della propria immagine corporea mini038.gif
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket un pansiero infantile di tipo tutto-o-nulla, perlopiù concentrato solo sul presente

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket pensieri e rituali ossessivo-compulsivi
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket una percezione della realtà sociale ed un pensiero di tipo magico-persecutorio (bisogno-paura di essere "visti").

4.gif Le abbuffate e l'uso di purganti non sono solitamente problemi impulsivi isolati. Generalmente in questi pazienti coesistono molti altri comportamenti tendenzialmente o scopertamente impulsivi o autodistruttivi, soprattutto nelle relazioni più intime e nella sessualità. Sempre più spesso si rileva inoltre anche l'abuso di molteplici sostanze psicoattive.
A questo punto, seguendo la traccia delle Dott.sse
De Nobili, Bernardini e Corberi, mi dilungherei su quelli che sono i flor.giffattori familiariflor.gif:
    nel caso dell'20t5uo1.gifanoressia20t5uo1.gif, di particolare interesse è il rapporto tra queste ragazze e le loro madri1zg6cs7.gif il legame che le unisce tende ad essere particolarmente intenso e caratterizzato da una forte identificazione della madre con la figlia, forse anche come compensazione di una relazione deludente, ma taciuta, con il marito. Sono madri che spesso hanno sacrificato ambizioni e carriera al servizio della famiglia, così come era nelle aspettative sociali degli anni del pre-femminismo, e come conseguenza queste madri hanno sviluppato vissuti depressivi ed un attaccamento morboso 1zg6cs7.gif alle proprie figlie. In relazione a ciò diventa comprensibile il particolare ed acuto senso di responsabilità che le anoressiche vivono nei confronti delle proprie madri, tale da determinare in molte situazioni un vero e proprio ribaltamento di ruolo
1zg6cs7.gif
    In queste famiglie la comunicazione passa ottusamente attraverso pochi crocevia sempre uguali, il più importante dei quali rimane sempre quello del cibo, un cibo senza sapore e senza senso, che copre ogni emozione.  In questo modo tutta l'attenzione viene catturata dal corpo della propria figlia le cui difficoltà emotive sembrano non esistere. La paura che quel corpo possa rivelare le proprie mancanze e il proprio fallimento sembra molto più importante del dolore che dietro quel corpo si nasconde
.
    Alla paradossale richiesta di essere una STYLEGIRL_miniu_156.giffiglia idealeSTYLEGIRL_miniu_156.gif, l'20t5uo1.gifanoressica20t5uo1.gif risponde paradossalmente con la costruzione di un STYLEGIRL_miniu_156.gifcorpo idealeSTYLEGIRL_miniu_156.gif per sé e non per gli altri, unico spazio distinto da quello materno, sebbene l'assenza fisica ed emotiva della madre sia ancora intollerabile per chi non è stata aiutata ad elaborare la separazione nei tempi giusti. Cambiare questa organizzazione mentale per l'anoressica comporta la minaccia di tornare nella fusione-confusione con l'altro; sentirsi invasi 1zg6cs7.gif dalla propria madre impedisce di costruire se stesse. Si assumono cosi atteggiamenti dimostrativi che non costituiscono un'identità originale, ma solo oppositiva e artificiale (falso sé). Ogni figlia deve dunque staccarsi, anche se dolorosamente, dalla propria madre per costruirsi una propria identità. Questo percorso è tanto più difficile quanto più si è impigliati tra le maglie di una forte dipendenza nei confronti di chi non riesce ad accompagnare la propria figlia in questo cammino. Crescere e sperimentare emozioni con il consenso di una madre in grado di tollerare la frustrazione dell'allontanamento della figlia rende meno doloroso questo distacco ma soprattutto permette, in un momento successivo, un nuovo incontro e la nascita di una relazione adulta..
    Queste figlie, insomma, rappresentano il luogo ove i genitori sembrano esprimere i propri desideri, uno strumento per colmare un vuoto che non potrà mai essere riempito realmente
.
    Anche nel caso della 1zg5n9z.gifbulimia1zg5n9z.gif sono state evidenziate difficoltà rispetto alla separazione sia nei genitori che nelle pazienti stesse1zg6cs7.gif. Tema comune nella storia di queste pazienti è l'assenza di un oggetto transizionale utile per aiutare la bambina a separarsi psicologicamente dalla madre. Questa lotta evolutiva per separarsi può essere inscenata anche attraverso il corpo usato come oggetto transizionale (Gabbard); l'ingestione di cibo rappresenterebbe il desiderio di fusionalità simbiotica con la madre e l'espulsione un tentativo dl separarsene.
    Come le madri delle pazienti 20t5uo1.gifanoressiche20t5uo1.gif, quelle delle bambine destinate a divenire 1zg5n9z.gifbulimiche1zg5n9z.gif si rapportano spesso alle proprie figlie come se fossero estensioni di se stesse1zg6cs7.gif. Queste bambine sono spesso usate come oggetti sé per consolidare il sé del genitore. Tali famiglie, in cui ciascun membro dipende dall'altro1zg6cs7.gif al fine di mantenere un senso di coesione, si caratterizzano per una modalità particolare di gestire le qualità "cattive" inaccettabili. Queste, infatti, vengono spesso proiettate nella bambina 1zg5n9z.gifbulimica1zg5n9z.gif che diviene così la depositaria di tutta la cattiveria. Identificandosi inconsciamente con queste proiezioni, essa diviene la portatrice di tutta l'avidità e l'impulsività della famiglia. Il risultante equilibrio omeostatico mantiene costante l'attenzione sulla bambina malata piuttosto che sui conflitti nei o tra i genitori
.
    Spesso i disturbi del comportamento alimentare sono definiti come disturbi che hanno la loro origine nella relazione con la madre (funzione materna); e il 20tfo5g.gifpadre20tfo5g.gif? Il 20tfo5g.gifpadre20tfo5g.gif c'è ma spesso è silenzioso e assente. In non pochi casi questa assenza è carica di risentimento per essere stato espulso dalla coppia che oggi sembra formata dalla madre e dalla figlia, 1zg6cs7.gif fuse e confuse, in cui l'una è prigioniera dell'altra. Di fronte a questa situazione egli non protesta e non agisce per timore di adontare e attaccare una figlia che già vede sofferente. Il corpo diventa allora il fulcro che richiama su di sé tutta l'attenzione. "Parlare del corpo e del cibo per non sentire il dolore". In questa condizione diventa difficile al 20tfo5g.gifpadre20tfo5g.gif ascoltare la richiesta silenziosa della figlia di essere liberata dal rapporto fusionale con la madre 1zg6cs7.gif. Solo rientrando nel suo ruolo di compagno della madre egli potrà favorire il raggiungimento di quella separatezza e di quella identità personale così fondamentali per la crescita emotiva..
Per trattare i flor.giffattori socioculturaliflor.gif, parto dal lavoro di
Richard A. Gordon, che si fonda sull'ipotesi che il rapido e recente dilagare dei disturbi dell'alimentazione nelle nostre società sia l'espressione estrema del mutamento radicale delle aspettative sociali nei confronti delle donne, che ha avuto luogo a partire dagli anni sessanta. I problemi psicologici principali di cui soffrono le pazienti affette da disturbi dell'alimentazione, focalizzati su questioni di autostima, autonomia e STYLEGIRL_miniu_156.gifsuccessoSTYLEGIRL_miniu_156.gif, costituirebbero perciò un riflesso ingrandito di conflitti molto più pervasivi,  nel quadro culturale più vasto in cui si inserisce il ruolo della donna. La giovane malata esprimerebbe perciò, inconsapevolmente, una crisi culturale diffusa riguardante i dilemmi dell'identità femminile in un clima culturale in cui il ruolo della donna è definito in modo ambiguo e ancora limitato da un controllo prettamente maschile.
    L'identità femminile nella società odierna è soggetta a spinte contraddittorie difficilmente conciliabili: da una parte viene promosso un modello di femminilità tipo STYLEGIRL_miniu_156.gif"superdonna"STYLEGIRL_miniu_156.gif, con forti pressioni al STYLEGIRL_miniu_156.gifsuccessoSTYLEGIRL_miniu_156.gif e nella condivisione del mito che la donna debba essere forte per compensare le presunte inadeguatezze maschili; dall'altro, però, continua a permanere nelle donne una percezione del proprio valore legata all'esigenza di aiutare ed assistere gli altri, la tendenza ad essere compiacenti, condiscendenti, passive e particolarmente sensibili alle richieste provenienti dall'esterno, in coerenza con l'educazione ricevuta al ruolo di "nutrici". E nelle famiglie delle 20t5uo1.gifanoressiche20t5uo1.gif queste richieste sono particolarmente pressanti ed acuiscono il paradosso per cui, pur attenendo spesso STYLEGIRL_miniu_156.gifsuccessiSTYLEGIRL_miniu_156.gif, queste donne si sentono prive di valore, secondo un ciclo di soddisfazione e svuotamento, un fare bene sentendosi male, in conseguenza al fatto che la loro identità si fonda sulla compiacenza e l'altruismo piuttosto che su un comportamento basato sui propri bisogni e su obiettivi autonomamente scelti
.
 
    Come le 20t5uo1.gifanoressiche20t5uo1.gif anche le 1zg5n9z.gifbulimiche1zg5n9z.gif sono incapaci di elaborare una soluzione soddisfacente al problema dell'identità, restando prigioniere del dilemma di come integrare richieste cosi contrastanti. La loro soluzione al problema porta ad una profonda spaccatura del sé, tra una STYLEGIRL_miniu_156.giffacciata di perfezioneSTYLEGIRL_miniu_156.gif, compiacenza e capacità, da un lato, e dall'altro un sé nascosto che esprime ma allo stesso tempo blocca i sentimenti confusi di bisogno, rabbia e impotenza. La 20t5uo1.gifmagrezza20t5uo1.gif è l'ideale che tiene insieme gli elementi conflittuali della nuova identità femminile e la 1zg5n9z.gifbulimia1zg5n9z.gif, di contro, una modalità autodistruttiva di elaborazione di sentimenti di solitudine, angoscia, depressione e rabbia.
2007/3/31

Siti e blog "pro-ana" e "pro-mia"

Questa settimana mi è capitata tra le mani la tesi di una ex compagna di facoltà, sulla diffusione in internet dei blog "pro-Ana" e "pro-Mia"... Ne avevo sentito parlare, vagamente, ma è stato in quest'occasione che ho deciso di approfondire un minimo le mie conoscenze a riguardo. E girando per il web mi sono trovata davanti tantissimi di questi siti ...
Ma cominciamo dall'inizio.
Cosa sono? Sono blog, forum, chat, community e siti che esaltano l'anoressia e la bulimia, dove si dispensano consigli e suggerimenti su come diventare anoressiche e bulimiche doc. Vengono (giustamente) considerati illegali e perciò sono continuamente oscurati. Ma ciò non scoraggia le ragazze ad aprirne di nuovi.
Per molte di queste ragazze “Ana” non è una malattia ma una vera e propria filosofia di vita
. Una ricerca spirituale che può annullare tutto in vista solo della magrezza, una Dea da venerare a cui dedicare delle poesie, alternate a dati impressionanti: «Ho19 anni, sono alta 1.67 cm, peso 37 chili», «Ho 19 anni, sono alta 1.77, peso46kg»... ecc ... «La mai vita è controllata da due personalità: Ana e Mia. Ana (anoressia) mi fa stare bene, mi fa sentire bella, mi fa sentire importante, mi fa sentire libera. Mia (bulimia) mi uccide dentro, mi fa sbagliare, mi rende brutta, mi rende cattiva, mi rende un fallimento. Due personalità contrastanti ma così legate l'una all'altra...Si alternano, si intrecciano, mi fanno diventare pazza. Devo uccidere mia prima che lei uccida a me e la ucciderò grazie ad ana».
Agghiacciante.
«Vomito incessantemente tutto il giorno», scrive una ragazza bulimica (pro-Mia), «e più vomito, più mi sento in colpa, più mi faccio schifo, più mangio e più vomito».
Si vivono in diretta gli scontri con chi li vuole far mangiare, le madri che preparano pranzi deliziosi e comprano biscotti e con le quali la maggior parte delle volte hanno un rapporto conflittuale.
...«
Ma ora c'è una novità. Ho sofferto abbastanza, ho pagato a sufficenza le mie colpe. E' arrivato il momento di pensare a me, alla me più profonda che nonostante tutto è ancora pura, alla me vera, intrappolata dentro questo corpo che non la rispecchia. E' arrivato il momento di pensare a ciò che voglio, e non a ciò che mi dicono amici, parenti, ragazzi e soprattutto mia madre. E' arrivato il momento di prendermi ciò che voglio, perchè un corpo magro e bello più essere mio, ne ho diritto».
E qui scatta la solidarietà della amiche Ana.
Le persone che usano questi siti cercano molto meno aiuto e cure rispetto alle altre. In soldoni i siti pro-anoressia non spingono nessuno a diventare anoressico, ma pare creino una comunità di malati capace di autosupportarsi, spesso in una spirale di delirio e di pericolosità.
Si scambiano trucchi per non mangiare, trucchi per vomitare meglio, scuse da raccontare per far credere che hanno già mangiato, informazioni sulle calorie, sui cibi meno pesanti, e tante, tante foto di modelle e ragazze magre, magrissime: scheletriche... le cosiddette "Thinspirations" (Thin = magro + Inspirations = ispirazioni).
Il loro motto "Quod me nutrit me destruit" (letteralmente: quello che mi nutre, mi distrugge) sembra confermare quella che è la matrice comune all'anoressia: un complesso rapporto con la figura materna.
Tra l'altro, motto che pare essere tatuato sulla pancia di Angelina Jolie ... (Sempre più inquietante) ...

«Se non sei magra non sei attraente; essere magra è più importante di stare in salute; non sarai mai troppo magra; devi comprare vestiti, tagliarti i capelli, prendere lassativi e fare tutto quello che ti faccia sentire magra...» questi sono solo alcuni dei "Comandamenti" di queste ragazze che aspirano addirittura ad essere «magre oltre le ossa».
Insomma, questo percorso si rivela essere un'interminabile e impossibile ricerca della perfezione, dimensione che per definizione è irraggiungibile; ciò determina una frustrazione perenne e un'impossibilità di contatto con il mondo. L'unica dimensione possibile resta quindi quella, sì travagliata e complessa, ma possibile, dell'accettazione di sè e dei propri limiti.

Lascio una foto che mostra come Nicole Richie (idolo delle ragazze pro-Ana di tutto il mondo) si sia trasformata in una testa con delle ossa sotto... 

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2006/8/19

PUBBLICITA' PROGRESSO INGLESE!

Questa Pubblicità
si trova in quasi tutti gli Autobus e gli Underground Inglesi.
Dice:
STAI UCCIDENDO
CON LA GENTILEZZA?

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Poi segue una scritta, che vi traduco:
I SOLDI CHE DAI A QUELLI CHE FANNO LA CARITA'
POSSONO IN REALTA' TENERLI SULLE STRADE.
IN CERTI CASI POTRESTI AIUTARLI A COMPRARE DROGHE
CHE POTREBBERO UCCIDERLI.
DONA RESPONSABILMENTE.
PIUTTOSTO SUPPORTA GLI ENTI LOCALI DI CARITA' E AIUTO.
Concordo con questa pubblicità.
E vorrei che apparisse anche sui nostri treni Italiani, visto che ormai non riesco più a farmi un viaggio fino a Bologna senza essere assalita da mendicanti che chiedono l'elemosina. Salgono abusivamente sui treni, zoppicando e fingendo ogni male, e a volte pure minacciando sfighe varie se non dai anche solo qualche spiccio. Poi però li vedi scendere alla fermata successiva, col loro malloppo (sì, perchè è pieno di gente che invece abbocca), belli sorridenti e soprattutto più arzilli che mai!
Non lo trovo giusto.
Rifletteteci.
Il sito di questa pubblicità è
2006/5/8

Asma e Liquirizia!

La povera bimba malatina,
ultimamente se le sta sorbendo proprio tutte ...
 Tant'è che mi è scoppiata pure l'
asma ...
Ma, masticando un
bastoncino di liquirizia, ho fatto un'interessante scoperta!
  Infatti la LIQUIRIZIA è un vero e proprio concentrato di salute!!!!
Questa pianta officinale viene utilizzata già da circa 5000 anni in Cina a scopi curativi, grazie ai suoi principi attivi, tra cui la glicirrizina, da cui la ricerca medica cerca di trarre vantaggio per nuove prospettive terapeutiche.
 La liquirizia è usata attualmente come:
Photobucket - Video and Image Hosting Sedativo della tosse ed espettorante: cura le affezioni dell'apparato respiratorio (afonia, raucedine, tosse), diminuendo la densità del muco dei polmoni e dei bronchi e aumentandone la fluidità;
Photobucket - Video and Image Hosting Antispasmodico in caso di difficoltà digestive, gastriti, dolori di stomaco, dolori mestruali;
Photobucket - Video and Image Hosting Antinfiammatorio e cicatrizzante in caso di ulcera gastrica e duodenale, asma, psoriasi, eczemi e artrite reumatoide;
Photobucket - Video and Image Hosting Antinfiammatorio della bocca e delle gengive: calma le irritazioni della gola, schiarisce la voce, migliora l'alito;
Photobucket - Video and Image Hosting Ipertensivo: chi ha la pressione bassa può trarre vantaggio dal consumo di liquirizia;
Photobucket - Video and Image Hosting Riequilibratore ormonale: ha un effetto ormonale di tipo estrogenico;
Photobucket - Video and Image Hosting Lassativo: possono essere impiegate le radici tagliuzzate e miscelate con malva in foglie e radice d'altea;
Photobucket - Video and Image Hosting Dolcificante, dissetante ed emolliente: la glicirrizina ha una capacità di addolcire 50 volte superiore a quella dello zucchero ed è la sostanza più dolce esistente in natura;
Photobucket - Video and Image Hosting Antitumorale: studi condotti su animali hanno dimostrato che la glicirrizina ha attività inibitoria contro certi tipi di tumore;
 Photobucket - Video and Image Hosting Protettore cardiovascolare: numerosi composti isolati dalle radici di liquirizia si sono mostrati efficaci contro il colesterolo e l'arterioscleresi.

Insomma, questa radice dal sapore dolce-amaro ha veramente mille qualità! Quindi, TUTTI A MORDICCHIARLA, SUCCHIARLA, IN FORMA GOMMOSA O IN BASTONCINI e a scoprirle tutte!!
(Tranne alle persone che soffrono di disturbi di ipertensione e nelle donne in stato di gravidanza, agli anziani, ai bambini e ai diabetici, ai quali è sconsigliata!).
2005/3/7

Tra le braccia di Morfeo...

L'inevitabilità del sonno fa pensare ad una specie di morte a breve termine... Vi è più di una traccia di questo pensiero. Ogni notte, prima di coricarsi, gli ebrei pià devoti affidano l'anima al Creatore, affinchè possa la Sua volontà consentire loro di giacere in pace e di rialzarsi ancora in pace. Nella mitologia greca il sonno (hypnos) e la morte (thanatos) sono descritti come i "gemelli della notte" che dimorano tra gli inferi. Omero, nell'Iliade, racconta che "uomini e dèi parimenti piegano il capo al sonno sottomessi".

Il ciclo di veglia e sonno è senza dubbio l'aspetto più stabile del nostro comportamento, che grazie ad esso si mantiene ritmico e regolare. Più o meno due milioni di anni fa alcuni meccanismi neurobiologici favorirono la nascita del sogno, che da quel momento in poi ha recitato una parte importante nella cultura umana. Fu l'esperienza del sogno ad ispirare l'idea della dualità tra corpo e anima e, così sembra, a fare da catalizzatore nella creazione dei concetti di "vita eterna" e di Dio. Gli esseri umani passano circa un terzo della vita a dormire. Il sonno non fa distinzioni tra chi si corica su un letto di foglie secche nella giungla e chi si stende su un costoso materasso a molle... Il sonno è comune a tutti gli esseri umani e tutti gli esseri imani sono uguali di fronte a lui.

Per migliaia di anni il sonno è stato considerato parte integrante dell'ordine naturale, una dimostrazione del buon senso della natura o della saggezza degli dèi. Il sonno era la condizione che separava le attività di una giornata da quelle della giornata successiva, e si pensava che in queste ore di oblio non accadesse nulla di importante, se non il sognare. Anzi, l'attività onirica non era considerata nemmeno parte del sonno, ma piuttosto il risultato di influenze esterne esercitate sul dormiente. Il sonno era ciò che capitava tra la buonanotte e il buongiorno, nulla di più.

Nel 1879 Thomas Edison inventò la lampadina e si rese responsabile, in modo del tutto involontario, degli innumerevoli disagi che derivano dall'incompatibilità tra i nostri orari del sonno e la sostituzione dell'oscurità con la luce.

Durante la seconda metà del Novecento, l'analisi scientifica del sonno ha subito una rivoluzione: i medici, e non più solo filosofi e poeti, s'interessarono di questo fenomeno. E se prima essi consideravano i malesseri e le malattie come parte della condizione umana di veglia e di coscienza, e non avevano mai giudicato necessario studiare le malattie durante il sonno, da quel momento in poi hanno iniziato a rendersi conto che alcuni disturbi si manifestano soltanto quando il paziente dorme.