Bimbola 的个人资料。☜♥☞。 ℓ'Aηgoℓo ∂єℓℓє ¢oc...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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2008/7/1 AIDS: le donne rischiano di più!LE DONNE RISCHIANO DI PIU'!!!! Per
motivi di ordine biologico: Per
motivi di ordine culturale e sociale: È sempre
più evidente che le donne, in considerazione proprio delle caratteristiche
tipiche del loro sesso, siano più esposte e rischino di più rispetto agli
uomini di essere contagiate dal virus dell'HIV. Questi dati fanno riflettere sulla pianificazione di futuri interventi di prevenzione rivolti a questo gruppo bersaglio di cui non è più possibile ignorare la particolare vulnerabilità rispetto a questa infezione. Fonte: Ministero della Salute 2008/2/20 10 ragioni per non drogarsi (al primo appuntamento)Ecco 10 buoni motivo per cui è meglio non far uso di sostanze ... ... soprattutto al primo appuntamento!!!!! 2008/2/17 Quando tristezza e ansia ti colgono senza preavviso!La sindrome disforica premestruale
* Tra i sintomi
a carattere psichico abbiamo: nervosismo, irritabilità,
aggressività, perdita dell’autocontrollo, stanchezza generale, disturbi del
sonno (ipersonnia o insonnia), difficoltà a concentrarsi, sbalzi di umore, alterazioni della libido,
sensazione di fame insaziabile, malinconia, e in alcune donne, perfino lievi
stati depressivi con sentimenti di disperazione, bassa autostima, evidente
stato ansioso, tensioni e sensazione di nodo alla gola e marcata vulnerabilità
emotiva (come quella irrefrenabile voglia di piangere, un’ipersensibilità al
rifiuto, la sensazione di essere sopraffatta o di perdere il controllo). Le cause di questi disturbi, che di solito scompaiono dopo l’inizio del flusso mestruale, non sono ancora chiare, anche se la maggior parte degli studiosi ritiene che essi siano riconducibili a un'alterazione dell’equilibrio ormonale che si crea in determinati giorni, prima della comparsa del flusso mestruale. Alcune donne sembrano essere più sensibili rispetto ad altre alle variazioni ormonali che si verificano durante il proprio ciclo mestruale.
Quindi, se siete tra le fortunate a soffrire di questo simpatico e allegro disturbo: che fare??? I CONSIGLI PRATICI da seguire sono: * Movimento fisico: è efficace, soprattutto se è svolto in maniera regolare: aumenta non solo le endorfine, sostanze del benessere, ma scarica anche le tensioni negative, ottimizzando gli effetti positivi periferici e centrali. L’esercizio fisico riduce l’umore depresso e la ritenzione di liquidi, così come la limitazione di apporto salino. * Sul piano alimentare:
frutta e verdura fresche,
pesce almeno due-tre volte la settimana, due cucchiaini di olio
di oliva al giorno, una o due porzioni di legumi al dì, una
porzione di carboidrati, meglio se integrali, aiutano
enormemente gli equilibri del corpo. Bisogna invece evitare il più
possibile i cibi conservati, perché sono ricchi di sostanze che
attivano i neurotrasmettitori eccitatori, aumentando irritabilità,
aggressività, iperattività e difficoltà di concentrazione, come è
stato dimostrato in numerosi studi scientifici, condotti su bambini,
adolescenti e adulti che eccedono in cibi conservati (merendine, Sono inoltre disponibili diversi integratori, come magnesio, ferro e vitamina B. Da evitare invece consumi di droghe, alcol e sostanze stimolanti come la caffeina.
Consiglio personale:
fatevi coccolare e viziare, coccolatevi e viziatevi voi stesse e rilassatevi! Sono dei rimedi fantastici! 2007/11/28 Vip e star senza make up
2007/11/23 Infezione a congiuntiva e corneaEbbene sì, come si evince dal titolo, mi sono beccata questa brutta infezione. Non si sa l'origine: potrebbe essere virale o batterica. Per tagliare la testa al toro, è stato deciso che sarò imbottita di antibiotici e quant'altro. Almeno ne approfitto per fare una piacevole ( La Cornea. La cornea è il tessuto trasparente che costituisce la parte
anteriore dell'occhio. La sua funzione è quella di lasciar passare la luce e di
mettere a fuoco le immagini, che vanno ad imprimersi sulla retina. Quando la
cornea è danneggiata a causa di incidenti o malattie, perde la sua trasparenza,
le immagini non sono chiare e la vista ne risulta compromessa. La cornea fa
parte del bulbo oculare, che è l'organo della vista.La Congiuntiva. La congiuntiva è una membrana mucosa che ricopre il bulbo oculare e la parte posteriore delle palpebre. La sua funzione è quella di protezione del bulbo stesso nonché di facilitazione del suo scorrimento e di quello delle palpebre nelle fasi di ammiccamento. 2007/4/27 Disturbi Alimentari Non molto tempo fa, ho pubblicato un post sui siti web pro-Ana e pro-Mia , rispettivamente pro-Anoressia e pro-Bulimia .Visto che alcuni conoscenti mi hanno riferito di aver apprezzato quell'intervento, ho pensato di inserirne un secondo, un po' più specifico, dove unisco un po' di materiale universitario e un po' di materiale reperito in alcuni siti che ho trovato piuttosto approfonditi e curati. ![]() Secondo le più attuali osservazioni epidemiologiche, nel mondo occidentale i disordini del comportamento alimentare sarebbero in considerevole e costante aumento.In generale si parla di disturbo del comportamento alimentare quando siano presenti comportamenti scorretti verso il cibo, le cause sono multiple e in genere non vi è eziologia organica tranne in rari casi di alterato metabolismo. I fattori in gioco, come già detto nello scorso post, sono di tipo familiare (abitudini di vita, aspetti relazionali ecc.), individuale (carattere, maturità, autostima ecc.) e socioculturale. Nonostante si continui a parlare di anoressia e bulimia in termini di due distinte patologie del comportamento alimentare, e questo soprattutto per esigenze di tipo classificatorio, oggi sempre più autori concordano nel considerare più attuale l'ipotesi del continuum : risulta infatti come molte pazienti presentino una commistione delle due forme, all'origine delle quali si rileva la stesso identico terrore di ingrassare.Tra le differenze, laddove i due disturbi non coesistano, è importante invece rilevare che, se da un lato il disturbo anoressico si presenta in genere come egosintonico, accettato dunque e anche esibito, dall'altro il disturbo bulimico è vissuto più frequentemente come un impulso rifiutato ed irrefrenabile che comporta spesso un forte sentimento di vergogna.Non inserisco qui i criteri diagnostici ... Mi sembrano piuttosto inutili, soprattutto in questa sede! Ma vorrei soffermarmi invece su quelle che possono essere i fattori psicodinamici : Il comportamento anoressico-bulimico è un sintomo ambivalente e multideterminato, interpretabile come: un tentativo disperato di ottenere ammirazione e conferma, di sentirsi unici e speciali , non importa se poi finisce per essere un modo per ricevere danno o punizione (ipotesi che pone un forte accento sulle caratteristiche culturali alienanti e massificanti della nostra società occidentale); un tentativo di attacco alle eccessive aspettative genitoriali : se i genitori tendono a prendersi cura del bambino in funzione dei propri bisogni, piuttosto che di quelli del figlio, il bambino sviluppa allora nella prima infanzia un falso Sè (se difensivo di Masterson), per compiacenza verso genitori, covando tuttavia le matrici di futuri comportamenti testardi e negativisti, che userà in adolescenza per aggredirli; un tentativo narcisistico-onnipotente di sviluppare, attraverso la disciplina del corpo e il controllo del cibo , un senso di autonomia e di individualità (un "falso movimento" messo in atto per tentare di uscire da una dimensione psicologica ed esistenziale di dipendenza ed impotenza); La preoccupazione riguardo al cibo e al peso è una manifestazione relativamente tarda, emblematica di un disturbo più fondamentale del concetto di Sè. La maggior parte dei pazienti con anoressia e/o bulimia nervosa riferiscono di aver percepito "da sempre" dentro di se la convinzione di essere completamente inadeguati, impotenti, e incapaci di sostenere il giudizio degli altri. Tali fattori sono inoltre accompagnati da tratti cognitivi caratteristici, comprendenti: un'errata percezione della propria immagine corporea ![]() un pansiero infantile di tipo tutto-o-nulla, perlopiù concentrato solo sul presente pensieri e rituali ossessivo-compulsivi una percezione della realtà sociale ed un pensiero di tipo magico-persecutorio (bisogno-paura di essere "visti"). Le abbuffate e l'uso di purganti non sono solitamente problemi impulsivi isolati. Generalmente in questi pazienti coesistono molti altri comportamenti tendenzialmente o scopertamente impulsivi o autodistruttivi, soprattutto nelle relazioni più intime e nella sessualità. Sempre più spesso si rileva inoltre anche l'abuso di molteplici sostanze psicoattive.A questo punto, seguendo la traccia delle Dott.sse De Nobili, Bernardini e Corberi, mi dilungherei su quelli che sono i fattori familiari : nel caso dell' anoressia , di particolare interesse è il rapporto tra queste ragazze e le loro madri; il legame che le unisce tende ad essere particolarmente intenso e caratterizzato da una forte identificazione della madre con la figlia, forse anche come compensazione di una relazione deludente, ma taciuta, con il marito. Sono madri che spesso hanno sacrificato ambizioni e carriera al servizio della famiglia, così come era nelle aspettative sociali degli anni del pre-femminismo, e come conseguenza queste madri hanno sviluppato vissuti depressivi ed un attaccamento morboso alle proprie figlie. In relazione a ciò diventa comprensibile il particolare ed acuto senso di responsabilità che le anoressiche vivono nei confronti delle proprie madri, tale da determinare in molte situazioni un vero e proprio ribaltamento di ruolo. ![]() In queste famiglie la comunicazione passa ottusamente attraverso pochi crocevia sempre uguali, il più importante dei quali rimane sempre quello del cibo, un cibo senza sapore e senza senso, che copre ogni emozione. In questo modo tutta l'attenzione viene catturata dal corpo della propria figlia le cui difficoltà emotive sembrano non esistere. La paura che quel corpo possa rivelare le proprie mancanze e il proprio fallimento sembra molto più importante del dolore che dietro quel corpo si nasconde. Alla paradossale richiesta di essere una figlia ideale , l' anoressica risponde paradossalmente con la costruzione di un corpo ideale per sé e non per gli altri, unico spazio distinto da quello materno, sebbene l'assenza fisica ed emotiva della madre sia ancora intollerabile per chi non è stata aiutata ad elaborare la separazione nei tempi giusti. Cambiare questa organizzazione mentale per l'anoressica comporta la minaccia di tornare nella fusione-confusione con l'altro; sentirsi invasi dalla propria madre impedisce di costruire se stesse. Si assumono cosi atteggiamenti dimostrativi che non costituiscono un'identità originale, ma solo oppositiva e artificiale (falso sé). Ogni figlia deve dunque staccarsi, anche se dolorosamente, dalla propria madre per costruirsi una propria identità. Questo percorso è tanto più difficile quanto più si è impigliati tra le maglie di una forte dipendenza nei confronti di chi non riesce ad accompagnare la propria figlia in questo cammino. Crescere e sperimentare emozioni con il consenso di una madre in grado di tollerare la frustrazione dell'allontanamento della figlia rende meno doloroso questo distacco ma soprattutto permette, in un momento successivo, un nuovo incontro e la nascita di una relazione adulta..Queste figlie, insomma, rappresentano il luogo ove i genitori sembrano esprimere i propri desideri, uno strumento per colmare un vuoto che non potrà mai essere riempito realmente. Anche nel caso della bulimia sono state evidenziate difficoltà rispetto alla separazione sia nei genitori che nelle pazienti stesse . Tema comune nella storia di queste pazienti è l'assenza di un oggetto transizionale utile per aiutare la bambina a separarsi psicologicamente dalla madre. Questa lotta evolutiva per separarsi può essere inscenata anche attraverso il corpo usato come oggetto transizionale (Gabbard); l'ingestione di cibo rappresenterebbe il desiderio di fusionalità simbiotica con la madre e l'espulsione un tentativo dl separarsene. Come le madri delle pazienti anoressiche , quelle delle bambine destinate a divenire bulimiche si rapportano spesso alle proprie figlie come se fossero estensioni di se stesse . Queste bambine sono spesso usate come oggetti sé per consolidare il sé del genitore. Tali famiglie, in cui ciascun membro dipende dall'altro al fine di mantenere un senso di coesione, si caratterizzano per una modalità particolare di gestire le qualità "cattive" inaccettabili. Queste, infatti, vengono spesso proiettate nella bambina bulimica che diviene così la depositaria di tutta la cattiveria. Identificandosi inconsciamente con queste proiezioni, essa diviene la portatrice di tutta l'avidità e l'impulsività della famiglia. Il risultante equilibrio omeostatico mantiene costante l'attenzione sulla bambina malata piuttosto che sui conflitti nei o tra i genitori.Spesso i disturbi del comportamento alimentare sono definiti come disturbi che hanno la loro origine nella relazione con la madre (funzione materna); e il padre ? Il padre c'è ma spesso è silenzioso e assente. In non pochi casi questa assenza è carica di risentimento per essere stato espulso dalla coppia che oggi sembra formata dalla madre e dalla figlia, fuse e confuse, in cui l'una è prigioniera dell'altra. Di fronte a questa situazione egli non protesta e non agisce per timore di adontare e attaccare una figlia che già vede sofferente. Il corpo diventa allora il fulcro che richiama su di sé tutta l'attenzione. "Parlare del corpo e del cibo per non sentire il dolore". In questa condizione diventa difficile al padre ascoltare la richiesta silenziosa della figlia di essere liberata dal rapporto fusionale con la madre . Solo rientrando nel suo ruolo di compagno della madre egli potrà favorire il raggiungimento di quella separatezza e di quella identità personale così fondamentali per la crescita emotiva..Per trattare i fattori socioculturali , parto dal lavoro di Richard A. Gordon, che si fonda sull'ipotesi che il rapido e recente dilagare dei disturbi dell'alimentazione nelle nostre società sia l'espressione estrema del mutamento radicale delle aspettative sociali nei confronti delle donne, che ha avuto luogo a partire dagli anni sessanta. I problemi psicologici principali di cui soffrono le pazienti affette da disturbi dell'alimentazione, focalizzati su questioni di autostima, autonomia e successo , costituirebbero perciò un riflesso ingrandito di conflitti molto più pervasivi, nel quadro culturale più vasto in cui si inserisce il ruolo della donna. La giovane malata esprimerebbe perciò, inconsapevolmente, una crisi culturale diffusa riguardante i dilemmi dell'identità femminile in un clima culturale in cui il ruolo della donna è definito in modo ambiguo e ancora limitato da un controllo prettamente maschile. L'identità femminile nella società odierna è soggetta a spinte contraddittorie difficilmente conciliabili: da una parte viene promosso un modello di femminilità tipo "superdonna" , con forti pressioni al successo e nella condivisione del mito che la donna debba essere forte per compensare le presunte inadeguatezze maschili; dall'altro, però, continua a permanere nelle donne una percezione del proprio valore legata all'esigenza di aiutare ed assistere gli altri, la tendenza ad essere compiacenti, condiscendenti, passive e particolarmente sensibili alle richieste provenienti dall'esterno, in coerenza con l'educazione ricevuta al ruolo di "nutrici". E nelle famiglie delle anoressiche queste richieste sono particolarmente pressanti ed acuiscono il paradosso per cui, pur attenendo spesso successi , queste donne si sentono prive di valore, secondo un ciclo di soddisfazione e svuotamento, un fare bene sentendosi male, in conseguenza al fatto che la loro identità si fonda sulla compiacenza e l'altruismo piuttosto che su un comportamento basato sui propri bisogni e su obiettivi autonomamente scelti.Come le anoressiche anche le bulimiche sono incapaci di elaborare una soluzione soddisfacente al problema dell'identità, restando prigioniere del dilemma di come integrare richieste cosi contrastanti. La loro soluzione al problema porta ad una profonda spaccatura del sé, tra una facciata di perfezione , compiacenza e capacità, da un lato, e dall'altro un sé nascosto che esprime ma allo stesso tempo blocca i sentimenti confusi di bisogno, rabbia e impotenza. La magrezza è l'ideale che tiene insieme gli elementi conflittuali della nuova identità femminile e la bulimia , di contro, una modalità autodistruttiva di elaborazione di sentimenti di solitudine, angoscia, depressione e rabbia.2007/3/31 Siti e blog "pro-ana" e "pro-mia"
Lascio una foto che mostra come Nicole Richie (idolo delle ragazze pro-Ana di tutto il mondo) si sia trasformata in una testa con delle ossa sotto... 2006/8/19 PUBBLICITA' PROGRESSO INGLESE!Questa Pubblicità si trova in quasi tutti gli Autobus e gli Underground Inglesi. Dice: STAI UCCIDENDO CON LA GENTILEZZA? ![]() Poi segue una scritta, che vi traduco: I SOLDI CHE
DAI A QUELLI CHE FANNO LA CARITA'
POSSONO IN REALTA' TENERLI SULLE STRADE. IN CERTI CASI POTRESTI AIUTARLI A COMPRARE DROGHE
CHE POTREBBERO UCCIDERLI. DONA
RESPONSABILMENTE.
PIUTTOSTO SUPPORTA GLI ENTI LOCALI DI CARITA' E AIUTO. Concordo con questa pubblicità. E vorrei che apparisse anche sui nostri treni Italiani, visto che ormai non riesco più a farmi un viaggio fino a Bologna senza essere assalita da mendicanti che chiedono l'elemosina. Salgono abusivamente sui treni, zoppicando e fingendo ogni male, e a volte pure minacciando sfighe varie se non dai anche solo qualche spiccio. Poi però li vedi scendere alla fermata successiva, col loro malloppo (sì, perchè è pieno di gente che invece abbocca), belli sorridenti e soprattutto più arzilli che mai! Non lo trovo giusto. Rifletteteci. Il sito di questa pubblicità è 2006/5/8 Asma e Liquirizia!![]() La povera bimba malatina,ultimamente se le sta sorbendo proprio tutte ... Tant'è che mi è scoppiata pure l'asma ... Ma, masticando un bastoncino di liquirizia, ho fatto un'interessante scoperta! Infatti la LIQUIRIZIA è un vero e proprio concentrato di salute!!!! Questa pianta officinale viene utilizzata già da circa 5000 anni in Cina a scopi curativi, grazie ai suoi principi attivi, tra cui la glicirrizina, da cui la ricerca medica cerca di trarre vantaggio per nuove prospettive terapeutiche. La liquirizia è usata attualmente come: Sedativo della tosse ed espettorante: cura le affezioni dell'apparato respiratorio (afonia, raucedine, tosse), diminuendo la densità del muco dei polmoni e dei bronchi e aumentandone la fluidità; Antispasmodico in caso di difficoltà digestive, gastriti, dolori di stomaco, dolori mestruali; Antinfiammatorio e cicatrizzante in caso di ulcera gastrica e duodenale, asma, psoriasi, eczemi e artrite reumatoide; Antinfiammatorio della bocca e delle gengive: calma le irritazioni della gola, schiarisce la voce, migliora l'alito; Ipertensivo: chi ha la pressione bassa può trarre vantaggio dal consumo di liquirizia; Riequilibratore ormonale: ha un effetto ormonale di tipo estrogenico; Lassativo: possono essere impiegate le radici tagliuzzate e miscelate con malva in foglie e radice d'altea; Dolcificante, dissetante ed emolliente:
la glicirrizina ha una capacità di addolcire 50 volte superiore a
quella dello zucchero ed è la sostanza più dolce esistente in natura; Antitumorale: studi condotti su animali hanno dimostrato che la glicirrizina ha attività inibitoria contro certi tipi di tumore; Protettore cardiovascolare: numerosi composti isolati dalle radici di liquirizia si sono mostrati efficaci contro il colesterolo e l'arterioscleresi.Insomma, questa radice dal sapore dolce-amaro ha veramente mille qualità! Quindi, TUTTI A MORDICCHIARLA, SUCCHIARLA, IN FORMA GOMMOSA O IN BASTONCINI e a scoprirle tutte!! (Tranne alle persone che soffrono di disturbi di ipertensione e nelle donne in stato di gravidanza, agli anziani, ai bambini e ai diabetici, ai quali è sconsigliata!). 2005/3/7 Tra le braccia di Morfeo...L'inevitabilità del sonno fa pensare ad una specie di morte a breve termine... Vi è più di una traccia di questo pensiero. Ogni notte, prima di coricarsi, gli ebrei pià devoti affidano l'anima al Creatore, affinchè possa la Sua volontà consentire loro di giacere in pace e di rialzarsi ancora in pace. Nella mitologia greca il sonno (hypnos) e la morte (thanatos) sono descritti come i "gemelli della notte" che dimorano tra gli inferi. Omero, nell'Iliade, racconta che "uomini e dèi parimenti piegano il capo al sonno sottomessi". Il ciclo di veglia e sonno è senza dubbio l'aspetto più stabile del nostro comportamento, che grazie ad esso si mantiene ritmico e regolare. Più o meno due milioni di anni fa alcuni meccanismi neurobiologici favorirono la nascita del sogno, che da quel momento in poi ha recitato una parte importante nella cultura umana. Fu l'esperienza del sogno ad ispirare l'idea della dualità tra corpo e anima e, così sembra, a fare da catalizzatore nella creazione dei concetti di "vita eterna" e di Dio. Gli esseri umani passano circa un terzo della vita a dormire. Il sonno non fa distinzioni tra chi si corica su un letto di foglie secche nella giungla e chi si stende su un costoso materasso a molle... Il sonno è comune a tutti gli esseri umani e tutti gli esseri imani sono uguali di fronte a lui. Per migliaia di anni il sonno è stato considerato parte integrante dell'ordine naturale, una dimostrazione del buon senso della natura o della saggezza degli dèi. Il sonno era la condizione che separava le attività di una giornata da quelle della giornata successiva, e si pensava che in queste ore di oblio non accadesse nulla di importante, se non il sognare. Anzi, l'attività onirica non era considerata nemmeno parte del sonno, ma piuttosto il risultato di influenze esterne esercitate sul dormiente. Il sonno era ciò che capitava tra la buonanotte e il buongiorno, nulla di più. Nel 1879 Thomas Edison inventò la lampadina e si rese responsabile, in modo del tutto involontario, degli innumerevoli disagi che derivano dall'incompatibilità tra i nostri orari del sonno e la sostituzione dell'oscurità con la luce. Durante la seconda metà del Novecento, l'analisi scientifica del sonno ha subito una rivoluzione: i medici, e non più solo filosofi e poeti, s'interessarono di questo fenomeno. E se prima essi consideravano i malesseri e le malattie come parte della condizione umana di veglia e di coscienza, e non avevano mai giudicato necessario studiare le malattie durante il sonno, da quel momento in poi hanno iniziato a rendersi conto che alcuni disturbi si manifestano soltanto quando il paziente dorme. |
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